
Italia, agosto 1964, noir
Luciano Secchi (
Max Bunker) (testi),
Roberto Raviola (
Magnus) (disegni)
QUANDO GIUNGE IN EDICOLA,
Kriminal si rivela da subito come la serie antagonista più credibile di
Diabolik, capostipite del fumetto “nero”, creato nel 1962 dalle sorelle
Angela e
Luciana Giussani.
Anthony Logan, il protagonista della serie, assiste, ancora bambino, alla fine del padre, rovinato dai suoi soci d’affari. Costoro, gente senza scrupoli che non esita ad appropriarsi dell’ingente partrimonio dell’uomo, saranno i primi a cadere, anni dopo, nelle mani di
Kriminal, un misterioso giustiziere che indossa una calzamaglia gialla su cui è effigiato un simbolo inquietante: uno scheletro nero.
Naturalmente, il singolare travestimento non nasconde altri che
Antony Logan il quale, ormai adulto, è divenuto uno spietato e implacabile vendicatore nonché abile ladro.
Dopo questo esordio, la carriera del “Re del delitto”, come viene definito dai suoi autori, continua in modo sempre più cruento e sarà costellata di efferati omicidi e di audaci rapine.
Nel corso del decennio in cui dura la sua vita editoriale, la saga di
Kriminal, che si tinge spesso elementi horror, gialli e umoristici, si sviluppa attraverso eventi che influiscono direttamente sulla vita del personaggio e di alcuni comprimari di grande importanza. È il caso di
Lola Hudson, incontrata da
Anthony nel corso di una avventura che lo conduce nel collegio femminile nel quale la fanciulla è ospite.
Da quel fatale incontro tra i due nasce un sentimento d’amore che li condurrà a sposarsi e a dare alla luce uno sfortunato erede,
Maximilan, destinato a morire ancora in fasce. La scomparsa del piccolo avrà notevoli ripercussioni sul rapporto tra i genitori che decideranno infine di separarsi.
Altre figure fondamentali della serie sono
Gloria Farr, prima compagna di
Kriminal e in seguito fidanzata di
Patrick Milton, commissario di Scotland Yard. Questi è a lungo protagonista di una caccia al criminale interrotta solo quando, nell’ultimo albo della serie, il numero 419,
Kriminal scompare inghittito dai flutti dopo uno scontro a fuoco con lo stesso
Milton. Alla serie, pubblicata dall’Editoiale Corno, collaborano, tra gli altri, gli sceneggiatori
Erasmo Buzzacchi,
Gian Paolo Frascati,
Paolo Floberti,
Luciana Attardo Magrini e
Maria Grazia Perini, e i disegnatori
Raffaele Cormio,
Luigi Corteggi,
Pini Segna,
Giovanni Romanini,
Francesco Verola e
Paolo Piffarerio.
OMBRE NERE SULLO SCHERMOSe sulla cellulosa la lotta tra
Kriminal e
Diabolik, basata sui dati di vendita, si è sempre risolta in favore di quest’ultimo, sulla celluloide il “Re del delitto” si prende una rivincita, almeno sulla tempestività dell’uscita, sul “Re del terrore”. Nel 1966, infatti, con un anticipo di diversi mesi sul film dedicato al concorrente, viene distribuito nel circuito cinematografico
Kriminal, un film diretto da
Umberto Lenzi tratto direttamente dalle storie a fumetti di
Magnus e
Bunker.
Il ruolo del criminale è affidato a
Glenn Saxon, protagonista in quegli anni di alcuni film di produzione italiana, come lo spaghetti western
Django spara per primo e l’avventuroso
Luana, la figlia della foresta vergine.
Sebbene la pellicola non spicchi né per originalità né per bellezza, riscuote comunque un discreto successo di pubblico, tanto che, un anno dopo viene prodotto un sequel: I
l marchio di Kriminal, diretto da
Fernando Cerchio.
Purtroppo anche il secondo film non spicca per qualità e conclude la sfortunata e fugace stagione dell’adattamento filmico dei cosiddetti “fumetti neri”.
© sulle immagini
Max Bunker.